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Cosa ti aspettavi

Cosa ti aspettavi
dopo i dispiaceri
e le insicurezze
come doni
come macigni
da smuovere
di pochi millimetri?

Cosa ti aspettavi
oltre il disprezzo
e la fantasia
come fuga
come vita
da gremire
di troppi desideri?

Cosa ti aspettavi
se non la tensione
e l’allarme
come vagiti
come bandi
da fingere
di poter ignorare?

Cosa ti aspettavi?

Dopo tutto
quello che ho
in corpo
e tentato
di sopprimere
come tua eredità,
come lascito
d’ammazzare.

Non il mio amore
o apprezzamento,
bensì il sarcasmo
e il disprezzo
come rivalsa
come dardi
da scaraventarti
di giorno in giorno.


di Federica Contento
@Narumi942

Mon

E mi ricorderò
per sempre
anche
di te
per espiare
le colpe
di quel muro
ove è impresso
il tuo
nome.


di Federica Contento

@Narumi942

Senza pietà

Si fa sentire
ormai
l’indicibile spossatezza
dei gesti ripetuti
e ripetuti
senza volere,
rassegnati,
di giorni mai diversi,
ripetuti,
morti,
eterni
riflessi
ripetuti
d’agonia,
per catene
che c’inchiodano
a quegl’ineluttabili doveri
e sguardi
senza pietà
da inorgoglire.


di Federica Contento

@Narumi942

Mi manchi stasera

Mi manchi stasera,
ricordo sbiadito
maledetto
d’una presenza d’un’assenza
desiderio
da sopire.

Mi manchi stasera,
parola giusta
ce l’ho, ce l’ho
da sussurarti
sulla punta della lingua
da scoprire.

Mi manchi stasera,
stramaledetto coraggio
benedetto
d’urlare
il silenzio
l’arcano sortilegio.

Mi manchi stasera,
pensiero d’un confuso
Parole che ci rido su
“ti amo” da non dire mai
non farebbero male a una mosca,
figuriamoci a te.


di Federica Contento
@Narumi942

🦊 (100 grazie)

Una sola parola, logora, ma che brilla come una vecchia moneta: “Grazie!”
(Pablo Neruda)


Anche se non vi conosco,
Anche se siete lontani
in un modo
o nell’altro
i nostri cuori
riescono
talvolta
a toccarsi.

Allora, ecco!,
siete qui vicino,
e vi (ri)conosco
forse da intere vite
o dai battiti
di quei cuori?
che mi assomigliano
almeno un po’.

Per questo
a questi vostri cuori,
se lo vorrete
dedico cento,
cento grazie
e cento
– o più –
poesie.


 

di Federica Contento
@Narumi942

Buio di pece

Nel buio di pece
è il freddo conforto
d’indagare il cielo
e d’abitudine riconoscere
le solite quattro stelle spaurite.

Affogando nel Nero
d’un’indelebile macchia
il firmamento inquieto
ondeggia pericolosamente
sui miei pensieri:

Sempre un po’ timorosa
dei tuoi brevi addii,
aspetto che l’inquietudine
se ne sgattaioli via all’alba
sulle ali stanche del vento…

Come quel gabbiano
sempre un po’ geloso
dei sospiri del sole
che attende e agogna
di baciare il mare.


di Federica Contento
@Narumi942

Bazzicando… “Vecchio”

Il cassetto nel cassetto

Ma dico io,
t’avessi incontrata
un po’ più in là
e persa poi
– che so io –
a cinquanta
o sessantanni,

potrei anche rassegnarmi
al ruolo scontato
del vecchio scontento.

Passerei le giornate
a lagnare
di acciacchi,
di dolore
e del vecchio amore.

Invece
– e non so dire
se è fortuna
o sfortuna -,

t’ho trovata
e persa
troppo presto.

Di capelli bianchi
ne ho qualcuno
ma non abbastanza
per vivere una vita
di mancanza.

Quindi torna
e lasciami
fra trentanni,
quando di un vecchio
avrò i panni
ed allora potrò restare
a sognare il tuo occhio,
aspettando solamente
di spirare.

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