Il Piccolo Principe (2015)

Dopo il delicato e commovente film della Pixar, ‘Inside Out’, la speranza di incappare, a distanza di pochi mesi, in un nuovo film di animazione altrettanto dolce e toccante (se non di più) era meramente utopistica. Ma The Little Prince di Mark Osborne, basato sul celeberrimo romanzo omonimo di Antoine de Saint-Exupéry, è un’altra prelibata goccia di miele nell’alveare dell’animazione odierna.

La sfida di trasporre l’opera originale su pellicola senza stravolgere il significato profondo del libro era senza dubbio spaventosa, come il burrone su cui l’equilibrista può precipitare in un qualsiasi momento, ma Osborne è riuscito, nel vero senso della parola, a ‘mantenere l’equilibrio’ e ad approdare indenne ad una soluzione efficace: non a caso parlavo, appunto, di equilibrio, perché la pellicola procede proprio seguendo un ponderato parallelo tra la storia del Piccolo Principe e quella, in chiave moderna, di una bambina costretta un po’ troppo in fretta a diventare adulta e del suo incontro con un vicino squinternato, l’aviatore, autore del racconto stesso.

piccolo-principe-aereo

È il racconto nel racconto, la storia nella storia.

In quel mondo moderno e reale, grigio, preciso come un orologio e geometricamente maniacale della piccola protagonista, raccontato in CGI, sfogliamo le pagine del romanzo dell’aviatore, in cui i disegni (gli originali dell’autore stesso) prendono vita, si animano in una portentosa Stop Motion e ci regalano un variopinto rifugio fantastico dal grigiore esterno, del mondo in CGI della pellicola, ma anche un po’ del nostro.

In evidente contrasto con le abitazioni rettangolari, spigolose, in cuipersino gli alberi hanno forma geometrica, e in cui ogni persona si muove precisamente come gli ingranaggi di un perfetto orologio, in sincronia, come degli automi (basti pensare alla scena in cui la bambina si lava i denti con la madre, la mattina) troviamo la casa dell’aviatore, in stato di semi-abbandono, piena di cianfrusaglie collezionate, accumulate nel tempo, piena di colori, quasi magica.

A poco a poco, così come il Piccolo Principe del romanzo “addomestica” la volpe, anche l’aviatore, un Piccolo Principe cresciuto, “addomestica” la bambina, facendole capire l’importanza del creare dei legami. Ma «si corre il rischio di piangere un po’, quando ci si è lasciati addomesticare»: gli addii sono inevitabili.

Osborne, in modo velato, certo, ma neanche troppo, affronta una delle tematiche più importanti e terribili, il tema della “scomparsa” delle persone amate, dell’abbandono, del saper lasciare andare, senza dimenticare. L’aviatore è ben consapevole di dover “partire”, di dover abbandonare la bambina, e questo è ineluttabile, lo sappiamo anche noi spettatori (ancora di più molti di noi erano ben consci del parallelo tra l’aviatore e l’autore stesso del libro, Saint-Exupéry), ma l’essenziale, per la bambina, sarà riuscire ad accettarlo e riuscire a conservare il ricordo della persona amata, nel proprio cuore.

maxresdefault

Gli ultimi venti minuti del film, in cui la storia reale prende il sopravvento su quella del romanzo, come una continuazione di quest’ultimo, sono quelli che a primo acchito possono far storcere il naso a coloro che, come la sottoscritta, hanno sempre abbracciato la filosofia dell’autore del libro: il beneficio del dubbio riguardo la scelta individuale di ognuno di noi, che possiamo credere che il Piccolo Principe abbia finalmente raggiunto la sua amata rosa, oppure no, e che la pecora l’abbia o meno mangiata, e così via…

In poche parole, dipende da noi se le stelle “ridono” o “piangono”, in base a cosa scegliamo di credere.

Ebbene (da qui chi non ha visto il film dovrebbe smettere di leggere!), Osborne ci offre la sua visione, la sua interpretazione, la sua scelta: il Piccolo Principe non è più piccolo. E’ cresciuto, è diventato un imbranato spazzacamini imprigionato nel mondo degli adulti, ha dimenticato la sua rosa e pensa solo al lavoro. Le stelle sono scomparse. Letteralmente. Tutto è ridotto alla sua “essenzialità” dall’Uomo d’affari.

La visione di Osborne è una visione pessimistica, in un certo senso.

Per chi, come me ha sempre considerato il Piccolo Principe come un essere incorruttibile, un essere che in realtà non è che esista, perché è un semplice riflesso dell’Io interiore, del bambino interiore dell’aviatore-autore del romanzo, tutto questo è stato sconvolgente. Il Piccolo Principe non può crescere, non può dimenticare la sua rosa, non può lasciarla morire! In quel momento già stavo per condannare il regista per tale affronto!

Eppure, in realtà, sono giunta alla conclusione che tale espediente sia una critica, e al contempo offra un barlume di speranza, come un’ancora di salvezza che il regista ci lancia. È una condanna al mondo moderno, certo, un mondo che riesce a corrompere persino l’incorruttibile, che riduce tutto all’utilità, al guadagno concreto, ma che in realtà non ha nessun valore. La nostra società è guidata dalla logica del profitto. Noi siamo quel Mr. Prince, noi tutti abbiamo “dimenticato”, siamo cambiati, ci siamo uniformati in questo mondo grigio e buio, abbiamo smesso di sperare. Però al contempo possiamo essere salvati.

Ecco cosa vuole dirci Osborne.

Il suo è un ammonimento, un grido nelle orecchie dello spettatore, che rimane spiazzato da tale rivelazione. Ma il suo è anche un invito, un suggerimento, un tentativo di aiutarci a recuperare quel che abbiamo dimenticato, di ricordare. Infatti, il Piccolo Principe ritornerà infine il bambino di un tempo, nonostante abbia perso la sua rosa, ma non la dimenticherà. Questo è l’insegnamento che viene dato alla bambina protagonista, ma che viene dato anche a noi spettatori. Per questo motivo non ho potuto che chinare la testa di fronte a questa scelta, a mio parere, coraggiosa, del regista.

Per coloro che hanno letto (e riletto più volte) il libro, vedere questo film sarà piacevolissimo e al contempo straziante. Sarà un ritorno all’infanzia, un richiamo d’emozioni a stringerci il cuore, mentre chi non lo ha fatto verrà accompagnato mano nella mano, con la protagonista, per affrontare, in modo apparentemente infantile, tematiche potenti e complesse quali l’amare, “l’addomesticare”, l’ineluttabilità dei cambiamenti, della crescita e delle separazioni.

Perché ‘Il Piccolo Principe’ ci insegna proprio questo: ad andare oltre le apparenze. «L’essenziale è invisibile agli occhi », dice la volpe, ciò che conta non è quel guardiamo, ma il come lo guardiamo. E così un disegno di un cappello sarà il disegno di un boa che ha ingoiato un elefante; e così una sola rosa fra mille sarà la “nostra” rosa, sarà unica al mondo perché le abbiamo dedicato tempo, l’abbiamo curata, l’abbiamo “addomesticata”; e così tutto ciò che in precedenza per noi non avrebbe avuto significato acquisirà un valore nuovo, come il rumore dei passi o il colore dorato del grano, per la volpe, le stelle che ridono, o piangono, per l’aviatore.

In un mondo “adulto”, in cui l’unica preoccupazione è il tornaconto in termini economici, un mondo che valuta le cose in base alla sua utilità, o “essenzialità”, è difficile ricordare o, meglio, «non dimenticare», come vivere dando valore alle piccole cose della vita, a non lasciare andare il Piccolo Principe che è in ognuno di noi.

tumblr_nn40ws7aPk1rb1rgoo1_1280

di Federica Contento
@Narumi942

Annunci

15 thoughts on “Il Piccolo Principe (2015)

Add yours

  1. Complimenti per la recensione, è davvero ben scritta!

    Concordo con tutti i punti che hai messo in evidenza: dalla diffidenza iniziale verso una pellicola (che era un vero azzardo!) alla inevitabile commozione che ho provato ritrovando sullo schermo i personaggi che hanno segnato la mia infanzia. Ho amato questo film dall’inizio alla fine, perchè ha mantenuto intatta la poesia e la delicatezza dell’opera originale riuscendo anche ad andare oltre, rivelandoci quello che non avevamo letto e amplificando il messaggio del libro. Sono uscita dalla sala con gli occhi lucidi e la speranza che i numerosi bambini presenti portino sempre nel cuore la lezione del Piccolo Principe e non lo dimentichino mai.

    Liked by 1 persona

  2. Ti ringrazio infinitamente per il complimento e per il commento! Non avrei mai immaginato che qualcuno commentasse, per lo meno non così presto! 🙂 Anche io mi sono commossa, ma sono riuscita a non piangere… Ho fatto leggere il libro anche ad un amico che ho “trascinato” al cinema, e inizialmente mi aveva detto che il libro non gli era piaciuto molto, mentre grazie al film si è immerso maggiormente nella storia. Mi sono resa conto che Il Piccolo Principe, in realtà è un libro più complicato di quel che si pensi, per niente superficiale, e sempre nuovamente interpretabile. L’ho riletto più volte nella mia vita, e continuerò sempre a farlo, ed ogni volta proverò le stesse e nuove emozioni.

    Mi piace

  3. Ho trovato la tua recensione perchè anch’io ho intenzione di recensire il film e sto cercando di capire in quanti la pensano come me. Spero proprio che di questo film se ne parli tanto, perchè anche se non è di una delle grandi case di produzione stile Disney, Pixar o Dreamworks si tratta di un prodotto eccellente.

    Anche io ho adorato il libro, è uno di quelli che continuo a leggere nel corso della mia vita e che riesce sempre a trasmettermi qualcosa di nuovo. Ne ho anche diverse edizioni a casa.

    Poi (non so se sei d’accordo) penso che la scelta di “tagliare” qualche personaggio (ad esempio il lampionaio o l’ubriacone) facendovi comunque riferimento nella carrellata finale sia stata interessante, perchè così chi non ha letto il libro e magari lo comprerà una volta visto il film troverà comunque qualcosa che non si aspettava, vivendo la sorpresa che abbiamo provato anche noi lettori nell’ultima parte della pellicola 🙂

    Liked by 1 persona

  4. Si sono d’accordo, anche se secondo me, dato che il libro comunque è piccolo, potevano inserire più cose, anche perchè il film non dura molto, quindi avrebbero potuto farlo 🙂 Di sicuro è un po’ ripetitivo inserire l’incontro di tutti gli uomini dei singoli pianeti, quindi capisco la scelta. Probabilmente in fase di montaggio alcune scene saranno state tagliate e forse le ritroveremo negli extra del Bluray! Ci spero vivamente!! L’unica cosa che mi è dispiaciuta è stata la mancata citazione del colore del grano che ricorda i capelli del Principe alla volpe.. Quella era molto bella e poetica. Così come l’introduzione del serpente, all’inizio, per chi non ha letto il libro, è poco chiara secondo me (ma forse questo è stato fatto per non inquietare troppo i bambini su quel che poteva accadere dopo). Per il resto credo che chi non ha letto il libro sarà sicuramente invogliato a comprarlo. Per quanto riguarda l’ultima parte della pellicola, è stata veramente una sorpresa, perchè io personalmente non avrei mai immaginato una tale visione pessimistica! Per me le stelle ridono! 🙂 Magari qualcuno si lamenterà di questo finale, ma dopotutto ognuno è libero di interpretare, infatti dopo che la narrazione del libro è finito, inizia una specie di “prosieguo” ipotetico secondo l’autore… Io ho avuto queste sensazioni discordanti uscendo dal cinema, non capivo se mi era piaciuta o no questa scelta, poi riflettendoci sono giunta a questa conclusione

    Mi piace

  5. Concordo sulla questione del colore del grano, avrei voluto sentirla recitata da Accorsi!

    Alla fine la visione secondo me non è neanche troppo pessimistica, anzi, fa capire che anche una volta cresciuti possiamo riuscire a ricordare… è soltanto molto più difficile! La rosa che appassisce, poi, mostra ai bambini la realtà, senza farli disperare (come sarebbe successo se a morire fosse stato l’aviatore). Quello che abbiamo amato rimarrà sempre con noi, in un modo o nell’altro 🙂

    Mi piace

  6. Hai ragione, intendevo una visione pessimistica nel senso che si rivolge a tutti coloro (purtroppo molti) che come il Piccolo Principe del film hanno “dimenticato” crescendo come amare e vivere secondo i veri valori della vita. Il pessimismo è rivolto a tutti coloro che in un qualche modo hanno abbandonato il proprio lato fanciullesco. Però come ho detto, ammonendoci, è anche un modo in cui Osborne, a mio parere, cerca di “salvarci”, facendo ritornare piccolo Mr. Prince nella scena finale… Davvero l’ho trovato molto bello per questa sottigliezza. Poi magari è una mia interpretazione, però è l’unico modo in cui riesco a spiegarmi questa sua scelta!

    Mi piace

  7. Ciao! Ti ringrazio molto 🙂 Sei gentile!
    Ho fatto “un salto” da te… Appena ho un po’ di tempo volevo dare anche io uno sguardo al tuo blog, che a prima vista mi sembra molto ben curato!! 😀

    Mi piace

  8. Eccomi come promesso a leggere la tua analisi, molto bella e ricca! E, come già detto, anche se non ho condiviso lo sviluppo della trama nella seconda parte del film sono concorde con te nel dire che è stata una scelta comunque coraggiosa! Per il resto condivido e ti saluto caramente!

    Mi piace

  9. grazie, mi ha fatto piacere! 🙂 è bello condividere pareri, è bello trovarsi in accordo ma ancora più bello è confrontare idee diverse! Ti saluto anche io e spero a presto!

    Liked by 1 persona

  10. Ciao, a dire il vero “Il Piccolo Principe” è il mio libro preferito ed è un capolavoro della letteratura assolutamente da leggere e da far leggere, non solo ai bambini ma a tutti.
    A mio avviso però questo film non gli dà giustizia.
    Questo ripeto, è solo un mio pensiero, da appassionata del libro quale sono eheh ^_^

    Liked by 1 persona

  11. Secondo me il libro rimane insuperabile e la sua lettura non è assolutamente sostituibile dalla visione del film.. però di sicuro può considerarsi un bell’omaggio, specialmente per come è stato realizzato almeno un punto di merito mi sentirei di darglielo xD

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: